La telefonata arriva quasi sempre il giorno delle dimissioni. Il reparto dice che a casa serve un materasso antidecubito, magari aggiunge «ad aria», e la famiglia si ritrova a cercare con due ore di tempo e nessun criterio. Prezzi da quaranta euro a milleduecento. Sigle. Categorie che sembrano equivalenti e non lo sono.

Nessun criterio. Solo fretta.

Questa guida serve a dare quel criterio.

Una premessa, perché conta. Noi ci occupiamo di ausili per il bagno — sedie e sgabelli doccia, maniglioni, accessibilità senza ristrutturare. I materassi antidecubito non li vendiamo. Quello che segue è lavoro editoriale, non una scheda prodotto travestita: nessun modello consigliato, nessun link d’acquisto, nessun prezzo inventato.

Che cosa fa davvero un materasso antidecubito

Le piaghe da decubito non nascono dallo sfregamento, come si crede. Nascono dalla pressione continua del peso corporeo su una zona dove l’osso sta vicino alla pelle: sacro, talloni, trocanteri, scapole. La pressione schiaccia i capillari, la perfusione del tessuto si interrompe, e dopo un certo numero di ore la cellula muore. Sotto la pelle, prima che in superficie.

Non si vede. Non fa male subito. Per questo sfugge.

Ecco perché la lesione si vede tardi. Quando compare l’arrossamento che non sbianca alla digitopressione — il primo dei quattro stadi della classificazione internazionale delle ulcere da pressione — il danno nel tessuto profondo è già cominciato.

Un sistema antidecubito lavora su due leve soltanto. Ridurre la pressione, distribuendo il peso del paziente su più superficie. E ridurre il tempo in cui la stessa zona resta compressa. La prima leva è quella del materasso antidecubito statico. La seconda è quella del materasso antidecubito ad aria. Questa differenza decide tutto il resto della scelta.

Prima del materasso: quanto rischia la persona allettata

Nessuno compra un dispositivo medico a caso, eppure qui succede di continuo. Il rischio si misura, e si misura con strumenti che gli infermieri usano da decenni: la scala di Braden e la scala di Norton. Valutano percezione sensoriale, umidità della cute, mobilità, nutrizione, frizione e scivolamento. Restituiscono un punteggio.

Quel punteggio è la vera indicazione. Un anziano con mobilità ridotta che si alza ancora, cammina in casa e passa a letto dieci ore sta in una fascia di rischio bassa o moderata. Una persona allettata ventiquattr’ore, incontinente, denutrita, magari con un’ulcera già presente, sta in una fascia alta.

Due situazioni. Due categorie di prodotto diverse.

Chiedete il punteggio a chi ha in cura la persona prima di comprare qualunque cosa. È gratis e vi risparmia l’errore più costoso.

Materasso antidecubito statico: poliuretano espanso, schiuma, fibra cava siliconata

Il materasso antidecubito statico non ha parti in movimento. Distribuisce il carico deformandosi sotto la forma del corpo. Non fa rumore, non chiede corrente, non si guasta.

Le varianti che si trovano davvero in commercio sono tre.

Poliuretano espanso sagomato. La classica lastra a tronchi o a bolle intagliate, spesso a densità differenziata per zone. Il taglio a cubetti indipendenti lascia cedere ogni elemento per conto suo e aumenta la superficie di appoggio. È il compromesso più diffuso fra costo, comfort e durata.

Schiuma viscoelastica. Si modella sulla temperatura corporea e scarica meglio le prominenze ossee. Trattiene però più calore, e il calore in una persona allettata è un problema: aumenta la sudorazione e macera la pelle. Va abbinata a un rivestimento che traspira davvero.

Fibra cava siliconata. Leggera, lavabile, adatta dove serve un presidio morbido più che un vero sistema di scarico pressorio. Rischio basso, non oltre.

Il limite dei materassi statici è strutturale, non di qualità: riducono la pressione, non il tempo di compressione. Restano legati alla mobilizzazione manuale. Se nessuno gira la persona ogni due o tre ore, il materasso da solo non basta.

Materasso antidecubito ad aria: compressore, celle, pressione alternata

Qui cambia il principio. Il materasso ad aria è fatto di celle — a bolle nei modelli d’ingresso, a elementi tubolari trasversali in quelli più seri — che un compressore gonfia e sgonfia a cicli alternati. Un ciclo dura in genere dieci o dodici minuti.

Il risultato è che nessuna zona resta compressa a lungo: la perfusione riparte a ogni ciclo. È il sistema a pressione alternata, ed è l’unico che risolve il problema del tempo sulle fasce di rischio alto.

Tre cose da guardare. Sempre le stesse tre.

Le celle. Un materasso a bolle ha celle basse, alte pochi centimetri, e serve alla prevenzione su rischio moderato. Un materasso a celle tubolari da dieci o venti centimetri sostiene molto meglio ed è quello che si usa quando l’ulcera c’è già. Le celle sostituibili una per una allungano di anni la vita del sistema.

Il compressore. Regolabile sul peso del paziente, non a taratura fissa. Un antidecubito con compressore tarato su ottanta chili, sotto una persona di cinquanta, la tiene sospesa senza scaricare nulla; sotto una di centoventi va a fondo e la persona tocca la rete. Verificate la portata dichiarata, la rumorosità (si dorme accanto a quel motore), la funzione statica che blocca il ciclo durante le medicazioni e lo sgonfiaggio rapido di emergenza.

Il rivestimento. Impermeabile ai liquidi verso il basso, capace di traspirare verso l’alto. Bi-elastico, così segue il movimento delle celle invece di fare da amaca sopra di esse. Un telo solo impermeabile annulla metà del lavoro del compressore, perché la pelle resta umida.

Dettaglio da poco. Conseguenze grosse.

Materasso o sovramaterasso antidecubito

Il sovramaterasso antidecubito si appoggia sopra il materasso esistente. Costa meno, si sposta, va bene su un letto domestico normale e su rischi contenuti. Alza però il piano di dieci o quindici centimetri, e su un letto senza sponde questo aumenta il rischio di caduta.

Il materasso di sostituzione prende il posto di quello vecchio. Più alto, più stabile, pensato per il letto ospedaliero articolato: le celle seguono la piega dello schienale invece di opporsi. Sulle lunghe degenze è la scelta che regge.

Il kit antidecubito non finisce a letto

Un errore che si ripete: si risolve il letto e si dimentica la carrozzina. Chi passa sei ore seduto scarica tutto il peso sulle tuberosità ischiatiche, su una superficie molto più piccola di quella del decubito supino. La pressione per centimetro quadrato è più alta da seduti che da sdraiati.

Il cuscino antidecubito — ad aria a celle, in schiuma sagomata, in gel o fluido viscoso — fa parte dello stesso sistema, non è un accessorio. Vale anche per i talloni: due cuscinetti di scarico costano poco, e il tallone è la seconda sede di lesione dopo il sacro.

Costano poco. Vengono dimenticati quasi sempre.

E la cute va guardata. Ogni giorno, alla stessa ora, con luce vera. Un arrossamento che non sbianca è un allarme, non un fastidio.

Dispositivo medico, IVA agevolata, fornitura ASL

Materassi e cuscini antidecubito sono dispositivi medici. Questo ha tre conseguenze pratiche.

La prima: chiedete la documentazione. Marcatura CE, manuale in italiano, dichiarazione di conformità. Un presidio senza documenti è un cuscino, non un dispositivo.

La seconda: gli ausili per persone con disabilità rientrano nell’IVA agevolata al 4%, con i requisiti documentali previsti. Sono gli stessi che spieghiamo per gli ausili del bagno nella guida ai requisiti e ai documenti per l’IVA al 4%, e qui valgono allo stesso modo.

La terza, la più ignorata: gli ausili per la prevenzione delle lesioni da decubito rientrano nell’assistenza protesica del Servizio sanitario nazionale, secondo il nomenclatore allegato al DPCM 12 gennaio 2017 e con differenze di applicazione fra Regioni e aziende sanitarie. Per chi ha un’invalidità riconosciuta e una prescrizione specialistica il presidio può essere fornito dalla ASL invece che comprato. I tempi variano molto da territorio a territorio, ed è il motivo per cui tante famiglie comprano lo stesso: il letto serve giovedì, la pratica arriva a marzo. La richiesta va aperta comunque, perché la fornitura copre anche le sostituzioni successive. Chi si muove già nell’ambito della Legge 104 e delle agevolazioni per gli ausili ha in mano metà dei documenti che servono.

I tre errori che tornano sempre

Il primo: comprare dinamico quando serviva statico, o il contrario. Il rischio si misura prima, non si indovina.

Il secondo: il compressore mai tarato sul peso. Succede anche a chi ha speso bene. Il sistema arriva, si accende, nessuno tocca la manopola. Metà dell’efficacia se ne va lì.

Il terzo: il lenzuolo. Teso, con la traversa incastrata sotto, magari doppio «per sicurezza». Ogni strato in più fra la pelle e le celle riduce l’effetto del sistema antidecubito. Un lenzuolo, morbido, senza pieghe. Le pieghe sono linee di pressione.

In pratica

Tre cose da portare via, se dovete decidere entro stasera.

  • Chiedete il punteggio di rischio a chi ha in cura la persona: sceglie la categoria di prodotto molto meglio di qualsiasi recensione.
  • Rischio basso o moderato, con mobilizzazione garantita: materasso antidecubito statico in poliuretano espanso sagomato, rivestimento traspirante. Rischio alto, allettamento continuo o lesione già presente: materasso antidecubito ad aria a celle alte, con compressore regolabile.
  • Aprite comunque la pratica ASL, anche se comprate subito: vale per le sostituzioni future.

Se il quadro più ampio riguarda l’igiene quotidiana e non solo il letto, il passaggio successivo è il bagno: trovate il criterio di scelta nella guida agli ausili per doccia e vasca.

Resta una domanda che nessun materasso risolve, e conviene farsela adesso: chi, in casa, guarderà la cute ogni giorno e cambierà posizione alla persona? Il dispositivo compra tempo. Non sostituisce quella persona lì.

Nota: le condizioni di erogazione degli ausili antidecubito sono definite dal nomenclatore allegato al DPCM 12 gennaio 2017 e applicate dalle singole Regioni e aziende sanitarie, con differenze locali: verificate sempre presso la ASL di residenza. Le agevolazioni fiscali dipendono dal caso specifico e vanno confermate da un CAF o da un professionista abilitato. 2lita.com non eroga consulenza sanitaria né fiscale e non sostituisce il parere del medico curante.